La Giornata Internazionale della Donna è l’occasione perfetta per celebrare i diritti, la libertà e la parità di genere in tutto il mondo. Tuttavia, esistono ancora luoghi dove le donne non sono benvenute, non per mancanza di volontà, ma per motivi religiosi o tradizionali radicati da secoli. Oggi esploreremo 4 destinazioni uniche al mondo dove l'accesso alle donne è vietato, ciascuna con la sua storia affascinante e controversa.
1. Monte Athos, Grecia
(Credit: iStock)
Il Monte Athos, un sito Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, è famoso per i suoi monasteri, la spiritualità e il patrimonio artistico. Tuttavia, dal 1046, l'accesso alle donne è severamente vietato. La legge che ne impedisce l'ingresso si basa su una tradizione religiosa che considera il Monte Athos come un luogo sacro appartenente alla Vergine Maria. Si crede che la presenza di donne possa interferire con il rispetto dei voti di celibato dei monaci. Curiosamente, anche gli animali femmina sono esclusi, tranne le gatte, creando una situazione surreale. Nonostante le numerose proteste e tentativi da parte delle donne di eludere questo divieto, il Monte Athos rimane ancora oggi riservato agli uomini, protetto da uno status giuridico speciale che lo considera una regione autonoma della Grecia.
2. Monte Ōmine, Giappone
(Credit: Preservation and Utilization Council of "Sacred Island of Okinoshima and Associated Sites in the Munakata Region")
Nel Giappone centrale, il Monte Ōmine è da secoli considerato un luogo sacro per la pratica ascetica dello Shugendō, una forma di religiosità che mescola elementi shintoisti, buddisti e taoisti. Il monte, recentemente incluso tra i Patrimoni dell'Umanità UNESCO, è vietato alle donne da oltre mille anni. La motivazione principale riguarda la convinzione che la presenza di donne, e in particolare delle donne mestruate, possa contaminare la purezza del luogo e distrarre i pellegrini maschi durante il loro percorso spirituale. Sebbene il divieto sia una tradizione antica, nel 2004 oltre 10.000 donne giapponesi hanno presentato una petizione chiedendo che tale restrizione fosse revocata. Tuttavia, ancora oggi le donne non possono accedere alla vetta sacra del Monte Ōmine.
3. Isola di Okinoshima, Giappone
(Credit: Preservation and Utilization Council of "Sacred Island of Okinoshima and Associated Sites in the Munakata Region")
L'Isola di Okinoshima è un altro luogo sacro situato nel Mar dell'Est del Giappone e anch'essa inclusa tra i Patrimoni dell'Umanità UNESCO. L'isola, protetta da sacerdoti shintoisti, è in gran parte off-limits per entrambi i sessi. Tuttavia, durante il festival annuale Kōrō-sai, che celebra rituali religiosi, solo gli uomini possono accedervi, ma solo dopo essersi purificati con un bagno nell'acqua di mare. Le donne sono escluse da questa cerimonia religiosa per motivi di sicurezza legati al viaggio verso l'isola, che è considerato estremamente pericoloso. Sebbene la tradizione rispetti la sacralità del luogo, le restrizioni fanno parte di un contesto culturale e religioso molto radicato.
4. Templi Indiani: Restrizioni Religiose e Tradizionali
(Credit: iStock)
In India, diversi templi sono noti per le restrizioni sull'ingresso delle donne, spesso legate a motivi religiosi e tradizionali. Un esempio famoso è il Tempio di Sabarimala, nel Kerala, dove l'accesso è vietato alle donne tra i 12 e i 50 anni. Questa proibizione è legata alla venerazione del dio Ayyappan, una divinità celibe, e si ritiene che la presenza di donne possa disturbare la spiritualità e la tranquillità del dio. Un altro esempio è il Tempio Ranakpur Jain nel Rajasthan, dove le donne non possono entrare durante il ciclo mestruale, considerato incompatibile con la purezza richiesta per la venerazione. Anche il Mawali Mata Mandir nel Chhattisgarh è un luogo dove le donne sono vietate, sulla base di una leggenda che stabilisce che esse siano incompatibili con la sacralità del luogo. Questi divieti, seppur contestati, fanno parte di una lunga tradizione religiosa e culturale che ancora oggi suscita dibattito.
Come la tecnologia può aiutare a viaggiare con piú libertà
Mentre celebriamo la Festa della Donna, è importante riflettere su come il mondo sta cambiando e su come, in alcune parti del mondo, le donne siano ancora escluse da esperienze spirituali e culturali a causa di tradizioni secolari. Sebbene questi luoghi possiedano un valore storico e culturale straordinario, i divieti che limitano l'accesso alle donne sono una questione complessa che invita a una discussione più profonda sui diritti, l'uguaglianza e il rispetto per ogni individuo, indipendentemente dal genere.
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